Materiali recuperati: meglio o peggio? Parte II: Materiali lapidei

Proseguendo con l’analisi dei materiali derivanti dallo smontaggio, iniziata nella News precedente, vediamo quali sono le caratteristiche peculiari dei materiali lapidei provenienti da recupero confrontate con quelli nuovi, provenienti direttamente dalle cave.

QUALITA’ ESTETICA

1081-127083347569JNIl materiale nuovo permette la serialità e tagli particolari secondo le esigenze del cliente e dei progettisti. Il materiale da recupero non permette questa libertà però rende il materiale unico nel suo genere con tagli particolari, scomparsi con l’avvento degli attuali sistemi di lavorazione della pietra. La lavorazione manuale trasmette all’oggetto unicità; inoltre spesso si riescono a recuperare pietre appartenenti a cave ormai chiuse, come la pregiata pietra gialla di Nanto, nel vicentino.

EFFICIENZA ENERGETICA

La pietra, che sia nuova o di recupero, possiede un’alta inerzia termica: assorbe il calore e lo rilascia lentamente. Questa caratteristica è molto importante se si progettano edifici passivi* e ad alte prestazioni energetiche. La pietra che riveste il pavimento ad esempio, può assorbire la radiazione solare, nei periodi invernali, che arrivano dalle finestre posizionate a sud: la pietra assorbendo la radiazione “gratuita” la rilascia lentamente nei nostri ambienti riducendo il fabbisogno di riscaldamento dalla caldaia, e aumentando la sensazione di benessere. Nei periodi estivi invece, impedisce il surriscaldamento degli ambienti aiutandoci a limitare la necessità di usare il condizionatore.

CONSUMO DI RISORSE

Il materiale da recupero consuma risorse derivanti dal trasporto della pietra dal cantiere e dal taglio della stessa (se volessimo tagliarla!).

La pietra nuova invece consuma energia per l’uso di macchinari che asportano terreno, e che estraggono il materiale, per il trasporto nel luogo dello stoccaggio dove viene ulteriormente lavorata, per la manutenzione frequente dei macchinari. Tra i rifiuti prodotti ci sono i fanghi che spesso non vengono recuperati, polveri sottili nell’ambiente e inquinanti nell’aria.

caveChi utilizza la pietra nuova, deve essere consapevole del danno ambientale irreparabile che causa: sono note a tutti le problematiche non solo visive ma anche idrogeologiche, urbanistiche, di flora e fauna locali, che derivano dall’estrazione nelle cave: cave che abbandonate vengono riempiete molto spesso di rifiuti tossici e non. La pietra non è un materiale rinnovabile e l’estrazione non potrà continuare per sempre: il Piano delle cave della Provincia di Trento, ad esempio, stima un’estrazione per altri 15 anni circa, prima di terminare il materiali disponibile nel territorio.

RESISTENZA MECCANICA

In molte Regioni si è preferito tutelare aree di notevole pregio ambientale nonché quelle soggette a particolari vincoli, piuttosto che permettere l’estrazione di materiale lapideo di pregio. Attualmente (anche se non sempre) si sceglie di estrarre materiale di bassa qualità piuttosto che danneggiare l’ambiente. Il materiale di recupero invece, dato che in passato le tematiche ambientali non erano affrontate, molto spesso è composto da minerali più pregiati che ne aumentano le prestazioni di qualità. In alcuni casi anche lo stesso contatto con l’esterno ha creato notevoli vantaggi, come la formazione di una pellicola naturale protettiva della pietra che lascia inalterato nel tempo il materiale recuperato.

Ancora una volta nel confronto “MATERIALE DA RIUSO VS MATERIALE NUOVO” vince il riuso!!!

*la progettazione di edifici passivi non ha una “ricetta” standard, come la torta della nonna, ma dipende dalla posizione del nostro edificio, dall’ambiente esterno e dalle caratteristiche dei materiali che sono a nostra disposizione, naturali o sintetici, vecchi o nuovi, e dalle esigenze degli inquilini che vi andranno ad abitare. Le prestazioni dell’edificio non dipendono in tutto e per tutto dalle caratteristiche dei materiali ma dipendono dalla bravura del progettista!



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